Muzzerone – Prenotazione Obbligatoria

Muzzerone – Prenotazione Obbligatoria

Un tranquillo sabato in riva al mare…

Questo è il racconto di un brillante gruppo di arrampicatori del sabato, senza niente togliere a quelli della domenica, molto intraprendenti e determinati… determinazione è la parola magica che li accompagna per tutto il giorno. Rock Warrior’s Way.
Il fissino è per le 08:10 alla rotonda di San Miniato, dove i primi ad arrivare decidono di attendere gli altri girando e rigirando fino ad esaurimento nervoso o di carburante!!!
No, scherzi a parte, il gruppo si ritrova al completo al parcheggio zona Pam.
Gli arrampicatori sono: Massimo, Claudio, Paolo, Gerri, Andrea e Tiziana.
Direzione: Muzzerone.
La strada scorre veloce sotto le ruote del furgoncino del Gerri, 6 posti con bel bagagliaio e panca chiusa per rimessa oggetti, fondamentale per non far vedere niente agli occhi di curiosi passanti, che sbirciano nelle auto parcheggiate, quando gli arrampicatori sono in falesia.
Sosta veloce all’autogrill di Versilia, dove troviamo un tedesco, con la sua casa viaggiante, gigantesca per due persone ed un cane, bloccato nella zona di scarico per camper, e senza nessuno capace di tirarlo fuori.
Dispiaciuti per lui ce ne andiamo, e riprendiamo il viaggio fra battute e canzonature varie.
Arriviamo al parcheggio, situato vicino al sentiero che ci consentirà l’avvicinamento alla Parete Striata… infatti durante il viaggio l’argomento principale non poteva essere altro se non quale vie il gruppetto si apprestasse a fare, e quali e di quanti componenti potessero essere le cordate.
Decisi per la nuovissima “Prenotazione obbligatoria” e per l’intramontabile “Chi vuol esser lieto sia”, facciamo le corse per battere sul tempo il Bors (missione impossibile).
Disdetta, impiega appena un attimo per mettersi le lenti a contatto e così frega tutti, ormai consapevoli che sarebbe stata una lotta inutile per riuscire ad essere pronti prima di lui.
Ma all’improvviso spuntano gli imprevisti…

chi ha lasciato l’imbrago, chi il casco, così attivi e preparati, cambiamo programmi e l’unica cosa che rimane certa, oltre la determinazione del Gerri, sono le vie che i nostri arrampicatori andranno a compiere.
Massimo,Claudio e Paolo sul Bunker, Andrea, Gerri e Tiziana sulla nuovissima del Vigiani.

Precipitandosi a rotta di collo giù per il canalino sdirupato e scivoloso, che con il cavetto e la corda ci accompagna a destinazione, come previsto, dopo un po’, i due gruppetti si dividono, ma le voci si sentono risuonare vicine (soprattutto quella del prof) per tutto il giorno.
I tre più avventurosi, che si accingono alla novità, trovano due cordate già sul posto, la prima che sta compiendo la salita e la seconda che aspetta al riparo, perché, dicono che vengono giù scariche piuttosto ingenti di sassi e terriccio.

Dopo un po’ anche la seconda cordata parte, e così gli arrampicatori del sabato, decidono di stare a ruota per cercare di essere vicini al momento di eventuali scariche, ma chissà se sarà la decisione giusta…
Tiziana parte per prima sul primo tiro, e nel bel mezzo del tragitto per la quinta moschettonata (piuttosto lunghina) si sentono grida disperate dalla cordata che precede:”Sassoooooooooooooooo, Attentiiiiiiiii”
Parte un vero e proprio masso e non rimane altro che sperare che la direzione che prenderà sia un’altra.
Col fiato sospeso, solo il tempo del ruzzolone del masso sembra fermarsi, mentre lui arriva imperturbabile verso la cordata del Gruppappeso. Per fortuna la grazia e si schianta con fragore giù molto più in basso, così tutto riprende, se si può dire, normalmente.
I ragazzi che precedono i nostri tre amici, chiedono infinitamente scusa, ma non importa, importa solo che tutto è andato per il meglio e così continuano decisi a non farsi rovinare la giornata.
Per tutta la via la situazione rimane questa… scariche e prese che partono dalle mani, sassi che dondolano sotto i piedi e che il più delle volte devono essere bloccati con le mani, prima che si stacchino e prendano definitivamente la caduta verso le cordate seguenti.
Si, infatti “Prenotazione Obbligatoria” è proprio il nome giusto, le cordate si susseguono e come al solito qualcuno è più simpatico e qualche altro un po’ meno.
Andrea becca un bel sasso sul collo, ma insomma in fin dei conti non si possono lamentare, arrivano alla fine, con la determinazione, i respironi e la concentrazione che cercano di non perdere mai.

Anche il tempo è stato un buon amico, infatti decide di metersi a piovere solo all’uscita.
Il gruppo dei 6 si riunisce, gli altri attendevano alla sosta dell’uscita, ormai tutti infreddoliti ed intirizziti…

Il Bors commenta così: Bravini ma lenti!

Così fra le risate, dimentichi delle disavventure e ricordando solo il piacere della salita e della compagnia, riprendono la via di casa, con una sola sosta per concedersi una meritata cecina con pizzette e schiacciatine varie.
Importante però… niente ciccia, almeno per Tiziana.
Se possiamo trarre delle conclusioni, possiamo dire che la linea della via “Prenotazione Obbligatoria” è molto bella, un bel diedro, ma da fare fra un pò di tempo, quando sarà ripulita da tutta la terra e pietrisco che la coprono.

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